SINTESI
DEI CONTENUTI DELLA CONFERENZA “Le previsioni del tempo e i cambiamenti climatici”
La meteorologia
La meteorologia è una tra le scienze applicate più complesse
ed evolute. Ma spesso è ancora vista come disciplina ambigua,
più vicina all’astrologia che alla fisica. Ne è sintomo
lo stesso verbo “azzeccare” usato per le previsioni, oppure
la fiducia riposta più nel canto dei merli o nei detti dei vecchietti
di montagna che nella fluidodinamica. Ne è sintomo lo stesso verbo “azzeccare” usato
per le previsioni, oppure la fiducia riposta più nel canto dei
merli o nei detti dei vecchietti di montagna che nella fluidodinamica.
Eppure oggi la previsione meteorologica numerica, tecnicamente NWP (numerical
weather prediction) ha fatto passi da gigante, raggiunge affidabilità del
98 per cento sul primo giorno e tra l’80 e il 70 per cento sui
cinque giorni successivi. Un traguardo forse unico nelle possibilità umane
di predire il futuro al servizio delle più diverse attività,
testimoniato dal fatto che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale
assegna agli investimenti condotti in meteorologia un rendiento di 1
a 25. Questo spettacolare successo si deve alla favorevole combinazione
di tre elementi: l’istituzione – a partire dalla fine dell’800
- di una rete di osservazione su tutta la terra, una cooperazione internazionale
di prim’ordine in campo fisico e matematico e la disponibilità di
supercomputer in grado di acrescere la potenza di calcolo di un fattore
10 ogni cinque anni.
I
cambiamenti climatici
Il clima sta davvero cambiando per colpa dell'uomo? Come fare a distinguerei
cambiamenti naturali - dalle grandi glaciazioni alle fluttuazioni secolari
- da quelli indotti dall'inquinamento dovuto soprattutto alla combustione
di petrolio e carbone? Per guardare al futuro la climatologia cerca di
imparare dal passato: anelli degli alberi, carote glaciali, pollini fossili,
sedimenti oceanici e lacustri, e poi da un paio di secoli a questa parte
anche i dati misurati dai termometri dell'uomo, fino ai satelliti...
poi tocca ai modelli di simulazione spingersi verso i prossimi decenni.
L'aumento della temperatura globale sembra l'ipotesi più probabile,
ma la complessità del sistema climatico rende plausibili molti
tipi di evoluzione, tutti contraddistinti dal fatto di essere piuttosto
rapidi e quindi in grado di influire su ecosistemi, territorio, economia
e salute.
Cosa
fare? Il Protocollo di Kyoto è un primo passo verso l'adozione
di una maggior prudenza nei confronti dei delicati meccanismi che
ci consentono di vivere, ma per applicarlo servono prima di tutto
cultura e consapevolezza dei limiti fisici del nostro Pianeta.
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