| Io
sono stato, io sono, io sarò. Noi siamo stati, noi siamo,
noi saremo. È molto semplice, un dato di fatto, un’ovvietà:
l’uomo è il suo passato che si riflette nel presente
e che si proietta nel futuro. “Sono cambiato!”, dice
lui, “Sono una persona diversa!”, dice l’altro, “Non
commetterò più gli stessi sbagli !”, dice una
terza e dopo qualche tempo li ritrovi nella stessa situazione di
prima.
Chiediamoci, chiedetevi: perché gli errori commessi nel passato
vengono costantemente perpetrati nel presente? Perché la storia
ci insegna cosa è stato giusto o sbagliato e gli uomini non
la stanno ad ascoltare? Perché l’uomo è incapace
di cambiare? Perché non siamo in grado di ricordare e di ascoltare
la memoria in modo fondante, profondo e attento. Prendiamo e buttiamo,
facciamo e dimentichiamo, viviamo in un incessante presente che vorremmo
non avesse mai fine, ma come sappiamo bene, una fine ce l’ha.
E, a causa di questa delirante tendenza del genere umano a credersi
immortale e superiore, per molti, troppi, tale fine è arrivata
prima, assurda, inconcepibile, inaccettabile.
Olocausto, ecco la parola che ci fa tremare, rabbrividire, quel termine
che ci toglie il fiato e che si ritorce su tutti noi che ci interroghiamo
sul perché,
senza potere arrivare ad avere delle risposte. Cioè una risposta c’è:
l’uomo è un animale!
11 settembre 2001, ecco un’altra data che si è insinuata in tutti
noi. Dopo l’Olocausto l’umanità non fu mai più come
quella di prima, dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York nessuno
di noi è più stato come quello che era prima. E la risposta è sempre
la stessa: gli uomini sono bestie!
Con tali esempi vogliamo sottolineare questo: ognuno di noi ricorda la propria
vita, i momenti belli o brutti, i nostri familiari, l’infanzia, ma ci
sono eventi che sono diventati la nostra memoria collettiva e che ci obbligano
a prendere posizione, ad affermare pensieri, a non sottrarci. Quei corpi devastati
nei lager nazisti, quegli aerei che penetrano nei grattacieli ci inchiodano
alle nostre responsabilità di uomini e di cittadini e ci dovrebbero
scuotere quotidianamente ad interrogarci sui nostri limiti e sulle nostre mancanze,
sull’onnipotenza umana e sulle responsabilità del potere, ma anche
sulle qualità migliori degli esseri umani. E ci dimentichiamo costantemente
di farlo, annegati tra shopping sfrenato, sms inutili, grandi fratelli, veline
provocanti, stupidi isterismi e fragili oggetti made in China.
Ogni tanto però le immagini riaffiorano, bucano le coscienze e non ci
mollano più, come a porci nuovamente di fronte al nostro destino, un
destino per molti versi animalesco e brutale: dall’Olocausto alla guerra
in Vietnam, dalla Bosnia alle Torri Gemelle, dal cumulo di macerie della Grande
Mela all’Iraq e la giostra continua, incessante.
E allora riflettiamo: ci proponiamo di essere più buoni e gettiamo le
carte per terra, abbiamo parole di generosità per i nostri compagni
extracomunitari e poi trattiamo le donne come esseri inferiori, ci occupiamo
di volontariato e poi andiamo allo stadio ad urlare cori razzisti, cerchiamo
di imparare la legalità e poi superiamo i limiti di velocità ogni
giorno. E ci diciamo: non lo farò più, è l’ultima
volta che capita.
E i potenti dicono: non capiterà più, è l’ultima
volta che attaccheremo…….
Allora a cosa serve ricordare? Serve a renderci più consci del fatto
che siamo esseri fragili, per alcuni versi brutali e incapaci di amarci gli
uni con gli altri. Nel giorno della memoria lo diventiamo ancora di più,
tutte le volte cha facciamo finta di essere i migliori capita, ogni qualvolta
ci rivolgiamo agli altri con superiorità e spocchia noi siamo un po’ abitanti
di “dogworld”.
Allora a cosa serve ricordare? Serve a ricordarci che non siamo animali, che
siamo andati sulla luna, che abbiamo sconfitto tante malattie, che abbiamo
fatto cadere dei muri, che in fin dei conti non viviamo a “dogworld” e
che siamo capaci di infondere amore ai nostri figli e agli altri esseri umani.
Essere umano che sei uguale a me, e che sei anche un po’ bestia come
me, ricordati di non dimenticare mai e usa la tua memoria ogni volta per ricordarti
che sei meglio di un animale e che dipende da te se vivere o no a “dogworld”.
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