27 gennaio 2006 - La Giornata della Memoria

Dogworld
(V D LSTF - Appunti da una discussione di tutta la classe rielaborati in forma di articolo)

Io sono stato, io sono, io sarò. Noi siamo stati, noi siamo, noi saremo. È molto semplice, un dato di fatto, un’ovvietà: l’uomo è il suo passato che si riflette nel presente e che si proietta nel futuro. “Sono cambiato!”, dice lui, “Sono una persona diversa!”, dice l’altro, “Non commetterò più gli stessi sbagli !”, dice una terza e dopo qualche tempo li ritrovi nella stessa situazione di prima.
Chiediamoci, chiedetevi: perché gli errori commessi nel passato vengono costantemente perpetrati nel presente? Perché la storia ci insegna cosa è stato giusto o sbagliato e gli uomini non la stanno ad ascoltare? Perché l’uomo è incapace di cambiare? Perché non siamo in grado di ricordare e di ascoltare la memoria in modo fondante, profondo e attento. Prendiamo e buttiamo, facciamo e dimentichiamo, viviamo in un incessante presente che vorremmo non avesse mai fine, ma come sappiamo bene, una fine ce l’ha. E, a causa di questa delirante tendenza del genere umano a credersi immortale e superiore, per molti, troppi, tale fine è arrivata prima, assurda, inconcepibile, inaccettabile.
Olocausto, ecco la parola che ci fa tremare, rabbrividire, quel termine che ci toglie il fiato e che si ritorce su tutti noi che ci interroghiamo sul perché, senza potere arrivare ad avere delle risposte. Cioè una risposta c’è: l’uomo è un animale!
11 settembre 2001, ecco un’altra data che si è insinuata in tutti noi. Dopo l’Olocausto l’umanità non fu mai più come quella di prima, dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York nessuno di noi è più stato come quello che era prima. E la risposta è sempre la stessa: gli uomini sono bestie!
Con tali esempi vogliamo sottolineare questo: ognuno di noi ricorda la propria vita, i momenti belli o brutti, i nostri familiari, l’infanzia, ma ci sono eventi che sono diventati la nostra memoria collettiva e che ci obbligano a prendere posizione, ad affermare pensieri, a non sottrarci. Quei corpi devastati nei lager nazisti, quegli aerei che penetrano nei grattacieli ci inchiodano alle nostre responsabilità di uomini e di cittadini e ci dovrebbero scuotere quotidianamente ad interrogarci sui nostri limiti e sulle nostre mancanze, sull’onnipotenza umana e sulle responsabilità del potere, ma anche sulle qualità migliori degli esseri umani. E ci dimentichiamo costantemente di farlo, annegati tra shopping sfrenato, sms inutili, grandi fratelli, veline provocanti, stupidi isterismi e fragili oggetti made in China.
Ogni tanto però le immagini riaffiorano, bucano le coscienze e non ci mollano più, come a porci nuovamente di fronte al nostro destino, un destino per molti versi animalesco e brutale: dall’Olocausto alla guerra in Vietnam, dalla Bosnia alle Torri Gemelle, dal cumulo di macerie della Grande Mela all’Iraq e la giostra continua, incessante.
E allora riflettiamo: ci proponiamo di essere più buoni e gettiamo le carte per terra, abbiamo parole di generosità per i nostri compagni extracomunitari e poi trattiamo le donne come esseri inferiori, ci occupiamo di volontariato e poi andiamo allo stadio ad urlare cori razzisti, cerchiamo di imparare la legalità e poi superiamo i limiti di velocità ogni giorno. E ci diciamo: non lo farò più, è l’ultima volta che capita.
E i potenti dicono: non capiterà più, è l’ultima volta che attaccheremo…….
Allora a cosa serve ricordare? Serve a renderci più consci del fatto che siamo esseri fragili, per alcuni versi brutali e incapaci di amarci gli uni con gli altri. Nel giorno della memoria lo diventiamo ancora di più, tutte le volte cha facciamo finta di essere i migliori capita, ogni qualvolta ci rivolgiamo agli altri con superiorità e spocchia noi siamo un po’ abitanti di “dogworld”.
Allora a cosa serve ricordare? Serve a ricordarci che non siamo animali, che siamo andati sulla luna, che abbiamo sconfitto tante malattie, che abbiamo fatto cadere dei muri, che in fin dei conti non viviamo a “dogworld” e che siamo capaci di infondere amore ai nostri figli e agli altri esseri umani.
Essere umano che sei uguale a me, e che sei anche un po’ bestia come me, ricordati di non dimenticare mai e usa la tua memoria ogni volta per ricordarti che sei meglio di un animale e che dipende da te se vivere o no a “dogworld”.

 

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