27 gennaio 2006 - La Giornata della Memoria

Quando Mussolini aderì al piano di leggi razziali intorno al 1938, già ampiamente propagato nella Germania nazista dei tempi e non solo, in brevissimo tempo in Italia venne redatto il “Manifesto della razza”, intitolato Il fascismo e i problemi della razza: non si trattava altro che di un documento politico mascherato da pensiero scientifico. Il nono dei dieci paragrafi di questo documento diceva:
“ Gli ebrei non appartengono alla razza italiana […]. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia, perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani”.
Infatti gli ebrei, nonostante prima di questo manifesto fossero stati trattati come normali cittadini italiani, da quel momento in poi dovettero dimenticare la precedente vita per abbracciarne una nuova fatta di rinunce, paura ed umiliazioni. Essi vennero più volte definiti dai potenti quali Hitler come il “male assoluto”, ciò nonostante avessero dato consistenti aiuti sia a livello finanziario sia a livello morale nei momenti in cui le nazioni che “li ospitavano” erano in crisi. In ogni caso si parla di uomini, che hanno diritto ad una vita, alla libertà ed alla felicità.
All’interno del popolo italiano che ha vissuto quel particolare periodo storico si erano create due situazioni compresenti a riguardo: una parte di esso ha reagito con obbedienza, acquiescenza e indifferenza alle leggi antiebraiche, mentre un’altra parte, proprio in occasione del lancio della campagna della razza, ha iniziato a guardare con occhi diversi il fascismo e lo stesso Mussolini, nonostante prima i pensieri di essi stessi coincidessero col programma fascista.
L’indifferenza è qualcosa di atroce quando ci si ritrova di fronte ad una simile tragedia quale quella provocata dai decreti razziali soffermatisi in Italia nel periodo della seconda guerra mondiale.
Ogni giorno venivano importati nei campi di concentramento centinaia di ebrei, e si trattava quindi di vicini di casa, amici e colleghi di lavoro, eppure molti dei cosiddetti “italiani di razza pura” facevano finta di non vedere, diventavano complici degli omicidi che venivano commessi e dimenticavano che gli ebrei altro non erano che uomini come loro. Ciò poteva essere dovuto alla follia che aveva pervaso le menti degli italiani dopo le insistenti propagande contro la razza ebrea, oppure più spesso derivava dalla paura di avere il coraggio di lottare per delle vite umane. Ricordiamo che ci sono state anche persone che hanno sconfitto questa paura e sono riuscite a salvare delle vite, perché nemmeno per un attimo hanno dimenticato l’importanza di non arrendersi di fronte alle ingiustizie commesse da degli assassini, ed hanno continuato a recepire il valore della libertà e della vita di innocenti esseri umani.
L’unica cosa che ora possiamo fare affinché queste atrocità non vengano più commesse è non dimenticare, perché non dimenticare significa capire le conseguenze di ciò che è accaduto. In questo caso quindi c’è molto da ricordare.

Carolina - 5 BLTAM

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