27 gennaio 2006 - La Giornata della Memoria

 

Il 27 gennaio del 1945 è la data, davvero memorabile, in cui furono abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz. Il 27 gennaio è diventato il “Giorno della Memoria”, che l'Europa dedica al ricordo delle persecuzioni subite dagli ebrei e dai deportati militari e politici nei campi nazisti.
Nel libro “La Notte”di Elie Wiesel descrive le impressioni, suscitate in lui durante il primo giorno e la prima notte di permanenza nel campo, che non lo abbandonarono più.
E’ evidente che una simile esperienza sia indelebilmente impressa in chi l’ha subita, tuttavia alcuni hanno cercato di nasconderla. E’ molto difficile per queste persone parlare di quel periodo della loro vita, ma è necessario affinchè non si dimentichi quello che è accaduto. Wiesel si rende conto della fatica necessaria alla memoria, perché quel doloroso ricordo è impresso così fortemente che non lo dimenticherebbe neanche se dovesse vivere quanto Dio.
Colpisce il fatto che i deportati, nonostante al loro arrivo al campo abbiano visto immagini terribili, e per loro il confine fra vita e morte fosse sottilissimo, abbiano avuto la forza di andare avanti.
Dal brano emerge un’altra osservazione importante, cioè l’indifferenza del mondo esterno e della natura nei confronti del campo. Wiesel esprime questo parlando di un “cielo muto”, che fa anche pensare a come Dio abbia potuto far accadere tutto ciò. Dopo una simile esperienza Wiesel perde per sempre la sua fiducia in quel Dio, cui aveva creduto fermamente, visto che in patria studiava il Talmud e partecipava attivamente alle iniziative della comunità ebraica. Dio appare impotente nei confronti di certe azioni umane. I deportati, nel campo, non erano spinti a sopravvivere perchè credessero in un Dio che li potesse salvare, ma perchè erano ridotti a macchine senza anima nè pensieri.
“ Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.”

Elisa - 5 A Area Moda

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