Il 27 gennaio del 1945 è la data, davvero memorabile,
in cui furono abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz. Il
27 gennaio è diventato il “Giorno della Memoria”,
che l'Europa dedica al ricordo delle persecuzioni subite dagli
ebrei e dai deportati militari e politici nei campi nazisti.
Nel libro “La Notte”di Elie Wiesel descrive le impressioni,
suscitate in lui durante il primo giorno e la prima notte di
permanenza nel campo, che non lo abbandonarono più.
E’ evidente che una simile esperienza sia indelebilmente
impressa in chi l’ha subita, tuttavia alcuni hanno cercato
di nasconderla. E’ molto difficile per queste persone parlare
di quel periodo della loro vita, ma è necessario affinchè non
si dimentichi quello che è accaduto. Wiesel si rende conto
della fatica necessaria alla memoria, perché quel doloroso
ricordo è impresso così fortemente che non lo dimenticherebbe
neanche se dovesse vivere quanto Dio.
Colpisce il fatto che i deportati, nonostante al loro arrivo
al campo abbiano visto immagini terribili, e per loro il confine
fra vita e morte fosse sottilissimo, abbiano avuto la forza di
andare avanti.
Dal brano emerge un’altra osservazione importante, cioè l’indifferenza
del mondo esterno e della natura nei confronti del campo. Wiesel
esprime questo parlando di un “cielo muto”, che fa
anche pensare a come Dio abbia potuto far accadere tutto ciò.
Dopo una simile esperienza Wiesel perde per sempre la sua fiducia
in quel Dio, cui aveva creduto fermamente, visto che in patria
studiava il Talmud e partecipava attivamente alle iniziative
della comunità ebraica. Dio appare impotente nei confronti
di certe azioni umane. I deportati, nel campo, non erano spinti
a sopravvivere perchè credessero in un Dio che li potesse
salvare, ma perchè erano ridotti a macchine senza anima
nè pensieri.
“
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo,
che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte
sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo
visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre
la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto
per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio
Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del
deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato
a vivere quanto Dio stesso. Mai.”
Elisa - 5 A Area Moda