27 gennaio 2006 - La Giornata della Memoria

 

Giorno dopo giorno

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne,le meridiane di morte,
- t’ho visto- dentro il carro di fuoco,alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto:eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo stermino,
senza amore,senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre,come uccisero i padri,come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
“ Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda,tenace,
è giunta fino a te,dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

Ma noi vogliamo ricordare tutti quei nostri padri che si opposero , che si oppongono e si opporranno a Caino, abbiamo venti anni e vogliamo credere a questo.

 

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