 | GIORNATA DELLA MEMORIA Riflessioni a cura degli studenti |
Anche quest'anno è arrivato il momento di ricordare anche se per riflettere non ci dovrebbe essere un giorno prestabilito, ma dovrebbe essere sempre vivo dentro di noi, il dolore per l'olocausto. Non dobbiamo dimenticare le atrocità subite da un popolo che è stato etichettato da un ex imbianchino austriaco e dai suoi seguaci, "razza inferiore" e noi sappiamo che il vero motivo era la sete di potere. Può una razza cosiddetta "superiore" aver sterminato un intero popolo, arrivando alle radici del male? E noi possiamo nonostante siano passati sessant'anni dimenticare tutto questo? Forse la mente umana non è in grado di comprendere i lati oscuri dell'anima... Non vi è certezza che tutti quei carnefici fossero coscienti dell'immensità di dolore che stavano scatenando. Una cosa però è certa: il ricordo non deve cessare di esistere né ora, né mai e le generazioni future dovranno continuare a ricordare, non solo in un giorno prestabilito, la follia del nazismo e la disperazione che esso ha portato: solo così avremmo la certezza che un simile orrore non si ripeterà. La memoria protegge l'umanità dalla follia. Stefano 5 A LTA | |
Io credo
Io credo che ogni tanto ognuno di noi dovrebbe fermarsi a riflettere. Una buona occasione per farlo è il "Giorno della Memoria" che tutti gli anni commemora le povere vittime di quel triste e ingiusto periodo in cui il nazismo ha spezzato la vita di milioni di innocenti senza un valido motivo. Credo che basti solamente pensare a ciò che ha sofferto quella povera gente, per aiutarci nella vita odierna a superare gli ostacoli che quotidianamente dobbiamo affrontare, e che in confronto non sono proprio nulla..!
Un minimo pensiero, almeno nella data del 27 gennaio, dovrebbe essere rivolto da tutti noi a coloro che incolpevolmente hanno perso la vita per la pazzia altrui... e cercare di evitare che tragedie simili accadano nuovamente, anche solo in episodi subdoli di razzismo, perché alla fine si tratta purtroppo di quello. Marco - II B LST
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nel silenzio sussurrano sospiri di morti nel vento sussultano le lacrime del mondo | L'ultima lettera Camminando per la via incontrai un uomo in divisa. Oramai la mia destinazione era decisa e la mia via non era più mia. Era l'inizio di un inferno e non pensavo di lasciarti sola proprio all'inizio di questo inverno.
Tanto prima o poi arriverai da me...
sono sicuro, verranno a prendere anche a te. Tieni duro amore mio Anche se sai: "Ho paura anch'io". Greta e Giulia 2 B LTASE Noi Fummo Noi fummo 5 milioni, 5 milioni i deportati ad Auschwitz, scritti in liste di vittime presenti,future e potenziali, e trattati come spighe di grano, lasciati al freddo e gelo, ancor peggio torturati e umiliati da un popolo avido di potere. Giulia, Sara, Giulia e Valentina 2 B LTASE | |
Il cielo di Auschwitz E giunse l'alba, e con rabbia il cielo Aperse gli occhi alla luce sferzante, Sul campo si stese un cinereo velo, E il dì riprese il suo ritmo straziante. S'inerpicava il fumo oltre le spine, Baracche carri e uomini avvolgeva, Si ergeva sopra un fuoco senza fine Che carne, pelle, ossa e sangue ardeva. Eran cento ancor diretti alle braci Che scandivano un mesto passo assente, Diretti all'entrate alle fornaci, Marciavan gl'ultimi passi nel presente. Dopo ch'ebber l'adito varcato Usciron solo il pomeriggio tardo In schiaffi fatti di un vapore ingrato Che ardeva con le lacrime lo sguardo. L'amica solitudine narrava Speranze insulse ricche di dolore Che troppo spesso il cuore mio ignorava Congelandosi al tocco delle ore. Ed ora che quegli anni son passati Rimango con i segni della morte, Immagini di uomini spezzati, Sopra un braccio stan sei cifre storte. Non abbandona il fumo la mia mente Annebbia la visione del ricordo Di Auschwitz e del suo cielo impotente, E di un fuoco, troppo cieco, troppo sordo. Ma la memoria non cancellerò, La nube con un No! diraderò, (La libertà che grande novità!) Quel fuoco mai più accendersi dovrà. Davide 4 A LST | 63 anni dopo Il 27 gennaio è il giorno dedicato alla memoria, alla shoah. Il 27 gennaio 1945 i sovietici sfondarono i cancelli di Auschwitz e salvarono i pochi superstiti, per questo motivo è stata scelta questa data. Shoah significa annientamento e indica in modo chiaro i crimini commessi contro le comunità ebraiche. Furono uccisi circa 6 milioni di ebrei, ma la foga nazista e fascista non si sfogò solo sugli ebrei ma anche sugli zingari, malati di mente, handicappati, omosessuali ed oppositori politici. Noi dobbiamo ricordare per capire quanto siamo fortunati a vivere in una società che ci permette di essere liberi di pensare e di scegliere le nostre vite. Dobbiamo ricordare perché la shoah rimanga un ricordo del passato e non diventi mai più presente. L'Europa di quegli anni ha scelto il silenzio, noi dobbiamo ricordare perché le generazioni future non vivano mai più una tragedia simile. Edoardo 3F LST 
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 Dimenticare o ricordare? In questi giorni ho sentito persone di media età dire che è meglio lasciarci alle spalle questi frangenti bui della nostra storia perché ora si vive in tempi migliori e la mentalità è cambiata. Io penso che sia giusto ricordare e far sapere alle nuove generazioni che cosa è successo e cosa ha significato per il popolo Ebreo la parola Olocausto, per far sì che questo non si ripeta. Io non ho vissuto la guerra, ma i miei nonni mi raccontano quello che hanno passato e i loro occhi si riempiono di lacrime, così capisco che l'esperienza è terribile e irrimediabile e segna l'anima di chi l'ha vissuta per tutta la vita. Ora è compito di chi insegna far sapere, capire che dobbiamo impegnarci per la pace e l'integrazione per costruire generazioni che siano capaci di non commettere gli errori già commessi. Non bisogna dimenticare, bisogna parlare anche se fa male e ci disgusta perché solo studiando e comprendendo fino in fondo le cause e gli errori di questa terribile guerra noi riusciremo a non commetterli più. Luca 3 F LST | "Addio" ...ho visto la vita di tanti venir bruciata e mentre guardo il cielo che si oscura tra me e la vita si innalzano le mura. Enea 2 B LST Quello che più mi fa pensare è: Quanti piccoli paesi non chiamati Auschwitz ci sono? Quanti Hitler sono ancora tra noi? Una sola persona può essere la causa di tutto ciò o vi è una responsabilità comune? Patrick 2 B LST
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Un doloroso ricordo. Una volta camminavo sulle strade di questo mondo avrei voluto assaporare la felicità, la gioia avrei voluto vivere, invecchiare, sorridere avrei voluto fare il cammino della mia vita ed arrivare ad una meta avrei voluto guardare le stelle, sentire il rumore del ruscello che scorre e del canto degli uccelli avrei voluto vivere nella luce avrei voluto essere libero. Invece un padrone, che padrone non è, ha deciso per me, per la mia vita ha distrutto il mio mondo, i miei sentimenti, la mia volontà, tutto il bene che mi circondava ha infranto i miei sogni mi ha donato solitudine, dolore, tristezza ha deciso per me mi ha negato la vita, la libertà ha interrotto il mio cammino. Ora silenziosamente me ne vado e sono solo un doloroso ricordo. Cristiana 4 A LTA | Ricordare perché non accada mai più
L'invito è a non dimenticare: una frase che ha il compito di richiamare nella nostra mente, nella nostra anima, nel nostro cuore le stragi naziste, i genocidi nazisti, rivelatesi in tutta la loro cruenza in questo stesso giorno dell'ormai lontano anno 1945, quando l'Armata Rossa, durante la sua avanzata verso la città di Berlino, si imbatté nel campo di sterminio di Auschwitz, teatro di orrori xenofobi indicibili.
E' un giorno che ci serve per non dimenticare, per marchiare, qualora ne avessimo bisogno, ancora di più la gravità di autentici atti di annullamento della persona e della sua esistenza, confinando questa al più povero, misero valore immaginabile; facciamo sì che in questo giorno, e in tutti gli altri della nostra esistenza, trovino posto, anche in un remoto anfratto della nostra anima, le immagini di esseri umani torturati, martoriati, violentati della loro stessa umanità, affinché la coscienza, la nostra intolleranza, la nostra rabbia, urlino più forte dell'indifferenza verso quanto è accaduto e verso le violenze che si perpetuano.
Stefania - 2 B LST |
Dimenticare o ricordare?
In questi giorni ho sentito persone di media età dire che è meglio lasciarci alle spalle questi frangenti bui della nostra storia perché ora si vive in tempi migliori e la mentalità è cambiata.
Io penso che sia giusto ricordare e far sapere alle nuove generazioni che cosa è successo e cosa ha significato per il popolo Ebreo la parola Olocausto, per far sì che questo non si ripeta.
Io non ho vissuto la guerra, ma i miei nonni mi raccontano quello che hanno passato e i loro occhi si riempiono di lacrime, così capisco che l'esperienza è terribile e irrimediabile e segna l'anima di chi l'ha vissuta per tutta la vita.
Ora è compito di chi insegna far sapere, capire che dobbiamo impegnarci per la pace e l'integrazione per costruire generazioni che siano capaci di non commettere gli errori già commessi.
Non bisogna dimenticare, bisogna parlare anche se fa male e ci disgusta perché solo studiando e comprendendo fino in fondo le cause e gli errori di questa terribile guerra noi riusciremo a non commetterli più.
Luca 3 F LST
Inzuppano la terra
Di mormorii assordanti.
Marta 4 A LST |
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Ricordare perché non accada mai più
"Ricordare perché non accada mai più" questo è il significato della giornata della memoria, Istituita nel 2000 dal Parlamento Italiano per ricordare lo Shoah, ovvero lo sterminio del popolo ebraico. La data prescelta è il 27 gennaio, cioè la data della liberazione del campo di concentramento di Aushwitz da parte dell' armata Rossa, che scoprì e svelò al mondo intero il più atroce orrore della storia dell' umanità ponendo così fine alla "soluzione finale" escogitata da Hitler. Mai nella storia dell'umanità vi era stata una catastrofe di tale portata, provocata da esseri umani.
La legge che istituisce il giorno della memoria ha lo scopo di conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo, affinché simili eventi non possano mai più ripetersi.
Samuele - 3 F LST

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Il Silenzio
Il Silenzio accompagnava
il nostro incedere:
il silenzio del Pianto,
della Fame, del Dolore
e mentre morivamo
tutt'intorno era Silenzio
gli occhi vedevano,
le orecchie sentivano
ma le bocche tacevano.
Quel Silenzio è l'arma
che ci ha uccisi.
Per rompere il silenzio che li ha uccisi è doveroso ricordare... ricordare a noi e alle generazioni future la follia degli uomini, la follia di un intero popolo che ha sterminato un altro popolo.
Solo la memoria però non può bastare, non è più sufficiente: è importante che i giovani imparino valori come il rispetto delle differenze, delle altre culture, delle altre fedi, delle altre lingue.
Solo il dialogo può sconfiggere l'odio ed evitare qualsiasi ricorso alla violenza.
La scuola può essere un luogo importante dove persone di razza, lingua, religioni diverse ricordano e soffrono insieme e insieme cercano di cambiare.
Andrea II B LST |
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Anche in Italia Shoah
Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d'Europa dalla metà degli anni trenta al 1945 e in particolar modo nel quinquennio finale, caratterizzato dall'attuazione del progetto di sistematica uccisione dell'intera popolazione ebraica da parte del Terzo Reich. In Italia la Comunità ebraica era formata da 53.000 persone nel 1922; nel 1943 erano scese a 30.000. Vennero deportati circa 8.500 ebrei e 7.500 non tornarono mai indietro.
L'Italia, nell'istituire il "Giorno della memoria", ha scelto la data del 27 gennaio perché essa, ricordando il giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945, è più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine.
Jessica 2 BLS
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Parole-chiave:
ragione e azione
Anche quest'anno dobbiamo ricordare: basta un giorno? Con un minuto di silenzio l'uomo si può spogliare come in un rito di iniziazione, degli errori commessi?
Ma chi commette questi errori?Solo un gruppo ristretto di persone, i cosiddetti potenti come affermato da Kant, in quanto fermo sostenitore di una pace perpetua? L'uomo essendo dotato di ragione quindi dovrebbe rifiutarsi di commettere queste atrocità? Superficialità, desiderio machiavellico di prevaricare sugli altri, disinteresse per tutto ciò che è lontano("non tocca a me e quindi va bene così") ,indifferenza...
Basta ricordare, oppure ognuno di noi dovrebbe fermarsi a riflettere? E' facile sognare o pretendere l'Eldorado ma essere passivi: si migliora solo con i fatti e solo con questi.
Così il giorno della memoria acquista significato.
Lara 5 A LTA
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Senza più speranze
Senza più speranze è questo corpo
Stanco, lento, inesorabile cammina;
ancora gli batte il cuore, ma ormai è morto,
verso un'unica e amara salvezza si avvicina.
Prima padre affettuoso e marito fedele,
poi numero in un cimitero vivente,
povera vittima di un destino crudele
privato della sua libertà, della sua mente.
Famiglia, amici, paesaggi sentimenti sono ricrdi lontani;
interminabili passi verso la fine...
Egli giunte tiene le mani
Recitando una preghiera per le sue bambine.
Appena svoltato l'angolo ha di fronte un muro,
rintocca il campanile,
la sera e le nuvole rendono il cielo scuro.
Due secondi di silenzio,poi un colpo di fucile.
Luca 4 A LTA
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Perché si ricorda?
Dinanzi a mutamenti improvvisi di regime politico, milioni di uomini sembrano non solo dimenticare un parte consistente della loro storia, ma trasformarla. Perché accade tutto ciò? Per semplice opportunismo oppure perché la memoria è molto fragile e i ricordi sono esposti alla mutilazione e alla cancellazione?
Se gettiamo uno sguardo sul passato, vedremo, non senza un sentimento di malinconia, come l'oblio sembri dovunque vittorioso. Il passato è pieno di rovine, non solo di edifici e di città, ma anche di ideologie e di religioni ripudiate, di esistenze, che di sé non hanno lasciato alcuna traccia, o soltanto segni sbiaditi e indecifrabili. L'oblio del proprio passato modifica l'identità di un individuo o di un popolo in quanto si è obbligati a dimenticare. Per comprendere questo problema bisognerebbe capovolgere la domanda, ossia "perché si ricorda"? Si vedrà allora che la memoria di tutti si fonda su forme da ricordare in comune: festività civili e religiose, stesura di libri di testo di storia, diffusione della lingua.
Quando un regime cade o per qualsiasi ragione, come nel caso di un terremoto o di una invasione straniera, i vecchi criteri con cui si selezionavano le cose da ricordare e da dimenticare, non valgono più. Si scopre allora che la memoria è un campo di battaglia, in cui si lotta per la conquista del passato. Il fatto è che memoria e oblio non possono essere divisi, abbiamo bisogno di entrambi per vivere, in quanto siamo degli emigranti nel tempo, che si servono del ricordo del passato, per andare verso il futuro ignoto, così come gli emigranti, per rendere meno duro l'impatto in terra sconosciuta, chiamavano le nuove città con il nome di quelle vecchie. Sapevano che non erano le stesse, ma in tal modo il transito verso il nuovo era più semplice.
Massimiliano - 2 B LSTSE

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Tutto è stato compiuto
In una notte tutto è stato compiuto!
Un lampo divide il cielo...
La pioggia cade in un dolce fruscio
La notte ricorda l'orrore del passato!
Un brivido percorre il mio corpo..
Si susseguono lampi che illuminano il cielo
Sento le urla di bambini... vedo la distruzione intorno a me...
E poi ti vedo... così impaurito... .così immobile
Ti hanno tolto tutto,ma la speranza no... l'amore no..
La dignità è più forte in te
Ricordo per non dimenticare voi
Per non cancellare ciò che è stato...
Per ricordare chi ha sperato.... chi ha amato...
Chi ha perdonato
Chi ha perso la vita per bisogno di potenza di un uomo
In una notte tutto è stato compiuto... .piang ... non smetto
Non posso vedere... non sentire
Non posso non ricordare
Valentina 4 A LTA
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Dov'era Dio ad Auschwitz?
Dov'era Dio ad Auschwitz?
Dio non c'era ad Auschwitz.
Oppure si era addormentato
Solo per cinque minuti.
Come sta dormendo ancora oggi
Mentre gli eccidinel mondo
Si succedono indifferenti a tutto.
In questo momento proprio,
C'è un eccidio in Africa.
Ma il silenzio è assordante,
I giornalisti sono molto occupati
In questi giorni
A filmare e descrivere
Il dolore in Israele ed in Palestina
Dell' Africa se ne parlerà quando
Le sue anime si saranno spente.
Non ci sono Popoli Santi, né Santi, né Santi Popoli:
C'è solo un piccolo pianeta
Che sta andando a rotoli nello spazio,
E c'è anche un genere umano
Che ha perso ogni umanità,
Che ha perso la memoria
Rebecca 4 A LTA |
Nel campo
Ormai sono trascorsi parecchi anni...
da quel giorno in cui
uscii vivo dal campo di concentramento
e ancora sento
le urla dei bambini gridare dal dolore
come un suono acuto e continuo,
l'odore dei corpi bruciati
che si espande per tutto il campo
come la neve che si posa sull'erba.
Uscimmo in pochi da quel luogo di terrore
ma la maggior parte di noi
non uscì mai più
e la nostra vita
si spense come una candela
nel campo di concentramento di Auschwitz.
Deborah, Beatrice, Jasmine, Giulia, Luca Francesco 2 B LTASE |
Il nostro ricordo va...
A causa della crudeltà, della pazzia e dell'ignoranza di un uomo, un popolo è stato brutalmente privato della sua dignità.
Il nostro ricordo va a tutte quelle persone che hanno dato la vita per l'ideale sbagliato di un uomo spregievole e a tutte le famiglie distrutte e umiliate di un'epoca ormai passata ma mai dimenticata.
Andrea 4 A LTA
La nostra coscienza non è in realtà tua o mia; è la coscienza dell'uomo, evoluta, cresciuta, accumulata in tanti, tanti secoli Quando lo comprendiamo, la nostra responsabilità diventa straordinariamente importante.
krishnamurti
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A cura degli allievi della 4 A LT-TIC |