Riflessioni bibliografiche

Quanti di noi hanno potuto osservare nei film, nei documentari e anche nella pubblicità come vengono a volte rappresentate la biblioteche ed il loro contenuto.
La polvere e le ragnatele si perdono tra le parole dei libri, riuscendo a volte anche a celare i titoli degli stessi, creando quell'immagine misterica, quasi da collegarsi a saperi occulti per pochi iniziati.
Spesso, appare il mago merlino della situazione che con il suo tocco particolare ordina al libro di dirigersi a lui e di aprirsi nella pagina voluta.
Ebbene, queste narrazioni hanno un fondo di verità, il libro è un contenitore di sapere che a nostra richiesta fornisce le informazioni di cui abbiamo bisogno.
La metafora del mago la possiamo osservare nel ricercatore, che approfondisce lo studio di uno o più argomenti per un sapere personale, ma che poi sfocia in un utilità per la società umana.
Tali metafore rendono più o meno chiaramente a chiunque l'utilità del libro.
La nostra cultura si è imposta sull'ambiente circostante grazie a un sapere tramandato oralmente e scritto.
Gia le arti parietale e mobiliare preistoriche possedevano le potenzialità espressive della comunicazione.
 Il libro su cui si scriveva era la pietra, il legno e l'argilla.
Di questa comunicazione noi possiamo solamente ipotizzare il fine e mai potremo conoscere quale artista spinto da particolari motivi abbia realizzato queste espressioni.
Neppure potremo mai sapere se questo artista era un genio del suo tempo e quindi molto richiesto per la realizzazione delle pitture.
Tutto si perde nella notte del tempo.
Questo fatto, testimonia però un qualcosa che possiamo definire come costante: il desiderio umano di comunicare.
Questo desiderio attraversa il tempo non solo per i manufatti o le pitture parietali ma sopratutto per la consapevolezza insita nell'uomo delle doti che possiede, quali l'intelligenza e una struttura fisica particolare, evolutesi parallelamente in milioni
di anni, a dispetto di una durissima selezione naturale.
Quindi dei fili in qualche maniera ci legano al nostro passato, fissano le nostre conoscenze acquisite nel tempo, le fermano come le ragnatele fermano la polvere.
Può per qualche verso sembrare forzato il paragone ma non è così, le
informazioni "fissate" nei libri congelano il tempo nel momento in cui l'opera e' stata
conclusa, proprio come le ragnatele fermano la polvere.
L'opera composta in un determinato tempo propone il particolare apere di quel momento, ma in più si correla ad altre opere precedenti o contemporanee, che per qualche verso influenzeranno saperi ulteriori e quindi ulteriori opere.
Fili invisibili le collegano tra loro come materialmente invisibile è il tempo che passa, reso visibile solamente dagli effetti che provoca.
Si forma così una sorta di ragnatela dell'informazione che nel tempo è sempre andata arricchendosi di nuove ramificazioni.

A dispetto del passato, oggi abbiamo superato grazie alla scienza molte difficoltà legate al degrado dei testi e quindi una maggiore attenzione e sensibilità verso questo tipo di bene.
Esistono settori della ricerca scientifica che si occupano per l'appunto della conservazione e del restauro dei beni librari, oltre a personale altamente specializzato e qualificato che si occupa della loro gestione, catalogazione e promozione al pubblico.
Tutto questo testimonia che stiamo proseguendo sulla strada fissata dal desiderio umano di raccontarsi e raccontare a chi verrà.
L'attività di queste persone non è la solita routine lavorativa quotidiana, ma passione per il proprio lavoro, comprensione del ruolo e dell'importanza che questo possiede, sanno che una società senza cultura è destinata a scomparire e per qualche verso la difendono.

L'oblio probabilmente occulterà in futuro anche la nostra cultura,
salvo che particolari conoscenze scientifiche ci permetteranno di lasciare la nostra casa per avventurarci nello spazio alla ricerca di altre società e di altri modi di pensare che avranno a loro volta avuto un'evoluzione culturale più o meno simile alla nostra.
Le ragnatele della conoscenza si amplieranno e i fili attraverseranno ora l'universo.

               Alessandro Argentero

 

 

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