La storia delle Paralimpiadi
05-03-2026

Londra, luglio 1948, re Giorgio VI inaugura i giochi della XIV Olimpiade, la prima edizione dei giochi che si tiene dopo la fine della Seconda guerra mondiale. L’Italia, uscita sconfitta dal conflitto, fu tra le poche nazioni dell’Asse a poter gareggiare ai Giochi, a differenza di Germania e Giappone.
Nello stesso periodo a Stoke Mandeville, una cittadina della contea del Buckinghamshire un medico ebreo fuggito dalla Germania nazista, direttore dell’ospedale della cittadina, organizza una competizione sportiva per gli invalidi di guerra. I colleghi del medico gli danno del pazzo: “Quei pazienti sono degli storpi, dei moribondi. Te ne sei reso conto? Chi credi che siano?”. La risposta è memorabile e lapidaria: “Loro sono il meglio degli uomini!”.
Il medico si chiama Ludwig Guttmann e all’epoca non si rendeva conto che la sua “piccola” competizione sarebbe divenuta un movimento internazionale, che avrebbe completato il movimento olimpico.
La scelta di Guttmann non è, però, un semplice “colpo di testa”, le sue convinzioni sono profonde e radicate, egli, infatti, ritiene che sia necessario investire, curare ed accrescere l’autostima dei suoi pazienti, trattarli come degli umani e non come dei semplici pazienti che hanno perso tale diritto.
Per questo motivo, forte delle sue convinzioni, Guttmann organizza nell’ospedale di Stoke Mandeville una piccola competizione di tiro con l’arco, passati alla storia come i Giochi internazionali di Stoke Mandeville.
L’evento attira così tanti atleti internazionali che inizia a conquistare il grande pubblico: per questo il Comitato Olimpico Internazionale assegna a Guttmann la Coppa Fearnley per il suo impegno ad aver diffuso gli ideali olimpici.
Anche nel nostro paese, però, un medico ha lavorato incessantemente per ridare una nuova vita ai paraplegici. Il suo nome è Antonio Maglio.
Come Guttman, Maglio si convince che lo sport sia la chiave giusta per ridare un futuro a tante persone, una terapia per tenere in forma il fisico ma anche una medicina per lo spirito.
Quando, nel 1957, viene nominato direttore sanitario del nuovo Centro Inail per paraplegici di Ostia, comincia a ispirarsi ai programmi di sport-terapia del collega anglo-tedesco, ma al contrario di quanto accadeva a Stoke Mandeville, apre il centro a tutti i lavoratori infortunati, non solo ai reduci di guerra, e non si limita a esportare il modello britannico, bensì amplia notevolmente i programmi sanitari e gli sport praticati. Il suo approccio terapeutico si rivela fin da subito straordinario, a cominciare dalla riduzione del tasso di mortalità dei pazienti fino alla diminuzione dello stato di depressione.
In pochi anni, il lavoro innovativo e le sperimentazioni di Maglio avrebbero rivoluzionato l’intero settore, superando le intuizioni di Guttman e promuovendo concetti fino ad allora ignoti, come la presa in carico dei pazienti, la terapia occupazionale, il reinserimento socio-lavorativo e l’uguaglianza pur nel rispetto delle diverse condizioni.
In breve tempo, Villa Marina, sede dell’ospedale di Maglio, diviene uno dei centri di eccellenza in Europa per la capacità di recupero fisico e psichico dei pazienti.
Nel 1958 Maglio propone a Guttmann di trasferire a Roma i Giochi per disabili che da alcuni anni venivano disputati a Stoke Mandeville. L’idea è quella di approfittare delle Olimpiadi in programma in Italia per organizzare, nelle stesse strutture, una competizione riservata ai paraplegici e ai disabili di tutto il mondo. L’ambizioso progetto di affiancare i Giochi Paralimpici alle Olimpiadi venne perseguito con tenacia dal medico italiano e fu infine realizzato a Roma nel settembre 1960 (all'epoca le prime paralimpiadi erano ancora chiamati giochi internazionali di Stoke Mandeville). Furono chiaramente un successo sportivo, tanto che i giapponesi chiesero di ospitarli anche a Tokyo e così iniziò la lunga storia delle Paralimpiadi.
Tuttavia, la sopravvivenza del movimento non fu semplice: il Messico, che avrebbe ospitato i successivi Giochi olimpici nel ’68 – divenuti iconici per la foto di Tommy Smith e John Carlos con il pugno alzato - non darà sostegno ad organizzare i Giochi paralimpici: fu, infatti, Israele ad ospitarli, quindi in una sede diversa da quelle per le olimpiadi. Solo dal 1988 i giochi paralimpici si terranno nella stessa città delle olimpiadi e dal 1976 si organizzano anche le paralimpiadi invernali.
Oggi le olimpiadi e paralimpiadi sono guardate con la stessa passione: nessuno può negare l'impegno e la costanza messi dagli atleti in ogni competizione sportiva a dimostrare che l'operato di Guttman e Maglio non è stato vano ed è grazie a loro che i diversamente abili possono sentirsi come in una famiglia, accettati da chi sta loro intorno, senza reputarsi un peso.
Per concludere e rimanere in tema, tra pochi giorni inizieranno i XIV Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina, i primi che si terranno in più località, e dureranno un’intera settimana. In passato l'Italia ha già dimostrato di essere una nazione forte nelle discipline paralimpiche e qualunque sia il risultato i nostri ragazzi faranno del loro meglio. Meglio allora preparare i biglietti per le gare e tifare per i nostri atleti azzurri.