Lunga vita agli alberi

Lunga vita agli alberi

05-03-2026

Lunga vita agli alberi

05-03-2026

Lunedì 2 febbraio - teatro Odeon - Giovanni Storti e Stefano Mancuso

Anche quest’anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha messo a disposizione degli studenti alcuni biglietti gratuiti per qualche opera teatrale, come quella intitolata “Lunga vita agli alberi”.

Lunedì 2 febbraio, infatti, il teatro Odeon ha ospitato Giovanni Storti e Stefano Mancuso, protagonisti di uno spettacolo a sfondo comico che ha l’obiettivo di svelare i segreti del mondo vegetale e sensibilizzare il pubblico sul ruolo fondamentale che le piante svolgono sul nostro pianeta.

Lo stile ironico di Storti, componente del famoso trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, si è fuso con le conoscenze di Mancuso, professore di neurobiologia vegetale all’Università di Firenze, dando vita a un viaggio ideale alla scoperta di radici, fusto e chioma.

Lo spettacolo si è aperto con la buffa storia di Attilio, vicino di casa di Giovanni, deciso a voler tagliare il tiglio nel suo giardino per costruire un campo da padel; al sentire ciò, l’attore racconta i numerosi tentativi e le strampalate strategie da lui messe in atto per salvare la pianta.
Per riuscire a convincere definitivamente il suo amico, però, ha bisogno del “signore della clorofilla”; per questo interviene in suo aiuto il professore di neurobiologia, che ha subito rivolto un quesito al pubblico.

Gli spettatori sono stati invitati a determinare la percentuale della distribuzione della biomassa (costituita da vegetali, animali, funghi e uomo) sulla Terra; come la platea aveva intuito, il mondo vegetale rappresenta la stragrande maggioranza della vita sul nostro pianeta, infatti ne costituisce circa l’80%.
Ciò che ha lasciato tutti a bocca aperta, però, è stata la percentuale riguardante l’umanità: siamo più di 8 miliardi, eppure non costituiamo altro che lo 0,01% della biomassa terrestre.

Praticamente, non siamo nemmeno le briciole sul coltello dopo aver tagliato la torta!” ha esclamato Giovanni, incarnando il genuino stupore provato da tutto il pubblico.

È a questo punto che è iniziato il vero viaggio alla scoperta degli alberi, partendo dalle radici, solido ancoraggio della pianta che le fornisce acqua e nutrienti. Secondo il professore, però, non si tratta solo di questo: il sistema radicale è un organo intelligente dotato di diffuse capacità sensoriali, che permettono ai vegetali di scambiare informazioni e di comunicare con i propri simili in situazioni di pericolo, collaborando tra di loro.

L’attenzione di Mancuso si è poi spostata sul fusto, dove ha approfondito il tema dell’adattamento delle piante al cambiamento climatico e alle avversità, spiegando come Leonardo da Vinci sia stato il primo ad aver intuito che gli anelli di accrescimento del tronco indicano l’età dell’albero e contengono informazioni chiave riguardo alle condizioni climatiche di quell’anno.
È poi intervenuto Giovanni, che ha raccontato la storia di Donald Currey, studente universitario americano che nel 1964, per analizzare il clima passato, fece abbattere un pino del Nevada, completamente ignaro che fosse l’albero più antico del mondo; il vegetale, infatti, era stato soprannominato “Prometeo” e aveva quasi 5000 anni.
Ad oggi, quindi, l’albero più vecchio esistente è Methuselah, un pino della California con un’età che ha superato i cinque millenni.

Infine, il viaggio si è concluso nella chioma, dove grazie alla clorofilla delle foglie la pianta trasforma l’energia solare in energia chimica; per questo, i vegetali sono l’anello di congiunzione tra Sole e Terra.

Prima di concludere lo spettacolo, i due protagonisti hanno esortato il pubblico a convincere tutti gli “Attilio” delle nostre comunità, invitando tutti coloro che mettono i propri interessi prima di quelli dell’ambiente che ci circonda a riflettere sull’importanza fondamentale dei vegetali.

La serata è stata una bella occasione per approfondire le nostre conoscenze biologiche, scoprendo curiosità e aneddoti interessanti, raccontate con un’ironia capace di strappare sempre una risata.
Inoltre, ha fornito un’importante spunto su cui riflettere: la presenza dell’essere umano è quasi insignificante se rapportata a quella degli altri esseri viventi che compongono la Terra; per questo, dovremmo mettere da parte la presunzione che questo mondo ci appartenga e smettere di approfittarne come se ne fossimo i padroni assoluti. La natura è una risorsa da proteggere, non da sfruttare.

Lunga vita agli alberi