Viaggio a Berlino e Cracovia 25 febbraio – 4 marzo 2026

Viaggio a Berlino e Cracovia 25 febbraio – 4 marzo 2026

18-03-2026

Viaggio a Berlino e Cracovia 25 febbraio – 4 marzo 2026

18-03-2026

 E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.

La decisione di partecipare al concorso Shoah: memoria e futuro, indetto dalla Provincia di Biella insieme alla Cassa di Risparmio, è nata dal fatto che la traccia si basava su una frase tratta da I sommersi e i salvati di Primo Levi, e cioè:” E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.”

Io e i miei allievi, fin dall'inizio, abbiamo trovato quest’affermazione  molto stimolante perché da una parte ci chiedeva di riflettere sul passato ma, dall’altra, ci obbligava anche a ragionare su quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, a pensare quindi al nostro presente e al futuro prossimo venturo.  

Come punto di partenza abbiamo pensato di ricostruire il contesto storico in cui è avvenuta la persecuzione degli ebrei in Italia con una particolare attenzione agli eventi che hanno riguardato la vita di Levi, vale a dire gli anni della giovinezza dell’autore torinese, quando in Italia ancora non si era avvertita nessuna forma di antisemitismo, per arrivare poi agli anni della formazione universitaria e alla concomitante emanazione delle leggi razziali nel ’38, con la loro effettiva applicazione a partire soprattutto dal ‘43 in avanti. Fatto questo lavoro di indagine storica, rimaneva da decidere come “confezionare” i risultati della nostra ricerca e da lì è venuta l'idea di immaginare di tradurli in un’intervista immaginaria,  non a Primo Levi, perché ci sembrava irriguardoso, ma ad una persona che potesse conoscerlo e che quindi avrebbe potuto rispondere al posto suo, ecco allora che abbiamo deciso di intervistare Tino Faussone, il protagonista del romanzo La chiave a stella. Il video dell’intervista immaginaria è stato girato nella Biblioteca civica di Biella, dove peraltro è anche conservato uno dei testi della edizione da Silva di Se questo è un uomo. I ragazzi hanno deciso di far parlare libri e personaggi, infatti nelle riprese si vede Nicolò che va a cercare tra gli scaffali Segreti per leggervi le battute dell’intervista immaginaria, mentre Corrado diventa l’impersonificazione della voce narrante di Tino Faussone.

Poi è arrivata la bellissima notizia della nostra partecipazione al viaggio Il treno della memoria e la nostra eccitazione è cresciuta mano a mano che si avvicinava il momento della partenza. Dopo alcuni momenti di formazione in presenza e a distanza ci siamo ritrovati alla Stazione San Paolo di Biella e così è cominciata una bellissima avventura. In effetti il viaggio è stato all'altezza di tutte le nostre aspettative. A Berlino, per quanto sia stata breve la visita, abbiamo potuto visitare il campo di concentramento femminile di Ravensbruck e poi i vari memoriali come il Trep Tower Park e i monumenti commemorativi dedicati al ricordo della persecuzione dei Rom e dei Sinti, degli omosessuali e, ovviamente, delle vittime della Shoah. A Berlino abbiamo anche provato la strana sensazione di avvertire la mancanza di edifici, case e monumenti che sono andati distrutti durante i bombardamenti e questo ci ha fatto pensare alle profonde i insanabili ferite lasciate dai conflitti, perché è possibile ricostruire ma non ricreare quanto è andato perso. Con il pensiero a quante memorie e tracce umane siano state cancellate abbiamo raggiunto la città di Cracovia salutati da un bellissimo sole e dalle anse riposanti della Vistola. La città ci ha colpito per la sua bellezza ed è stato piacevole aggirarci per piazze e vicoli per una visita teatralizzata della città a cura de Il treno della memoria. Nei giorni successivi la visita è proseguita con la visita della fabbrica di Schindler, trasformata in un museo dove è stata ricostruita la storia della città, dal momento in cui Cracovia è stata occupata dai tedeschi all’edificazione del ghetto e all’avvio delle deportazioni verso i campi. Siamo stati a Birkenau e ad Auschwitz e qui devo dire che mi hanno colpito la vastità di questi luoghi e l’organizzazione metodica dello sterminio, condotta attraverso una programmazione delle tempistiche, della logistica, dei mezzi di trasporto, della predisposizione degli elenchi…tutte cose che hanno richiesto la partecipazione di molte persone. Infatti Hannah Arendt ha spiegato molto bene nel suo saggio La banalità del male che le cose più terribili non sono necessariamente il frutto di una mente malata o malvagia, sarebbe anche confortante poterlo pensare, perché così la colpa sarebbe di una persona sola, invece dobbiamo a riflettere sul fatto che moltissimi abbiano collaborato in modo più o meno convinto, pensando di svolgere un lavoro oppure agendo per pura indifferenza, o anche per paura.

A questo proposito è illuminante la lettura del testo di Bernard Bruneteau “ Il secolo dei genocidi” dove l’autore indaga sulle radici del comportamento genocidario contemporaneo, spiegando che gli accadimenti del Novecento hanno origine in alcune teorie formatesi nella Seconda metà dell’Ottocento. In particolare nel 1859 L'origine delle specie di Charles Darwin viene tradotto in una forma di darwinismo sociale da Herbert Spencer, che riteneva che la scomparsa delle razze inferiori colonizzate dagli europei fosse il risultato di una concorrenza spietata.  Questa teoria ritiene che  popoli inadatti alla modernizzazione possano essere sterminati come una specie di corollario degli effetti collaterali del progresso. Questo pensiero viene sostanzialmente legittimato a partire dalla metà del diciannovesimo secolo, quando Robert Knox sostiene di avere scoperto la verità della razza e parla di guerra di sterminio e di selezione naturale, addirittura come di un principio filantropico che consentirebbe il progresso della scienza e dell'industria facendo sì che il mondo diventasse popolato da una sola razza omogenea. Altro passaggio cruciale è la teoria del tedesco Ernst Haeckel che ha proposto nel 1868 una classificazione delle razze umane, stabilendo una gerarchia in chiave evoluzionistica dalle razze nere in fondo alla scala gerarchica fino agli indogermani in cima. Invece l’austriaco Ludwig Gumplowicz ha cercato una spiegazione dinamica per capire come le razze nascono e scompaiono sostenendo che le razze sono alla base di tutti i processi sociali in una lotta che le oppone e che costituisce il motore stesso della storia. Nel  Mein Kampf di Hitler troviamo quindi l’evoluzionismo selettivo di Darwin, l’eugenetica di Galton, la gerarchia razziale di Haeckel e la lotta delle razze di Gumplowicz  e nelle classi dirigenti europee l’indifferenza per l’estinzione delle razze “selvagge” Il lavoro di Bruneteau è utile per farci comprendere i presupposti ideologici e anche pseudoscientifici che hanno portato molte persone a credere in un sistema basato sullo sterminio di essere giudicati inferiori o inadatti alla sopravvivenza, e quindi anche a lavorare per la sua riuscita e per la realizzazione di un nuovo modello di società che risultasse l’incarnazione di quelle teorie.

Concludo con alcune considerazioni sul viaggio, a partire dai trasferimenti in pullman, dove tra allievi e colleghi c’erano momenti di relax, ma anche di confronto su quanto si era appena visto e sentito.

Coinvolgente e inatteso per le sue dimensioni e consistenza numerica l’incontro nell’Aula magna dell’Università di Cracovia dove più di seicento giovani hanno condiviso le emozioni e le riflessioni maturate durante questa intensa settimana, esprimendole con timidezza alcuni e con trascinante convinzione altri di fronte ad un attento uditorio.

In tutto ciò permane, però, una sensazione provata nel corso delle visite e cioè che la frase di Levi è quanto mai attuale perché non solo è accaduto, ma sta accadendo di nuovo sotto i nostri occhi; le politiche internazionali di oggi hanno determinato una ripresa dell’antisemitismo, rischiando di vanificare iniziative come quelle de Il treno della memoria… ecco perché è importante comprendere che cosa ha portato all’annientamento di tutti quegli esseri umani di cui abbiamo osservati i ritratti ma è allo stesso tempo fondamentale essere vigili sul presente.

Alessandra Garella

Viaggio a Berlino e Cracovia 25 febbraio – 4 marzo 2026