Ancora sul 25 Aprile
04-05-2026

Giovedì 23 aprile gli allievi della V A ELT, accompagnati dagli insegnanti Alessandra Garella e Paolo Forno, e con la guida del docente Maurizio Regis, collaboratore dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, hanno percorso le vie del centro di Biella alla scoperta dei luoghi teatro di eventi svoltisi a livello locale durante la Seconda guerra mondiale. Punto di ritrovo e di partenza dell’itinerario “Città in guerra” è stata Piazza San Giovanni, dove il professor Regis, prima di narrare i fatti legati all’eccidio che qui si è consumato, ha approfittato per fare il punto su alcune questioni significative relative alla fatidica data dell’8 settembre 1943, ricordando agli allievi che i Tedeschi giunsero a Biella il 10 settembre 1943, per presidiare un distretto particolarmente strategico in tempi di guerra, come quello tessile biellese.
Successivamente il gruppo si è soffermato sulla lettura della lapide posta sotto i portici del Comune in cui si leggono le parole:” Libertà, democrazia e giustizia” che sono anche le motivazioni della lotta partigiana e, in quanto tali, condivise da tutti i gruppi che vi presero parte, pur avendo posizioni ideologiche diverse.
È stata poi la volta dell’Albergo Principe di Piemonte, quartier generale dei militari nazisti, davanti al quale fu firmato, sul cofano di una Jeep, l’atto di resa delle truppe tedesche, sottoscritto dal generale Alexander appena giunto a Biella da Novara.
Particolarmente emozionante è stata la visita a villa Schneider, dove i ragazzi hanno potuto vedere i sotterranei e i pannelli illustrativi che vi sono conservati e che fanno cenno all’attività di Giorgio Marincola e a quella informativa delle Radio Libere, oltre a riportare pagine tratte da quotidiani locali di allora. Molto sentite e commosse le parole pronunciate dal Presidente dell’Anpi Gianni Chiorino, secondo il quale è importantissimo ricordare il 25 Aprile, perché la memoria è elemento vivificatore e alimentatore della democrazia, tanto che non può esserci una prospettiva futura senza che si faccia riferimento alla memoria e senza che si riviva quello che è stato vissuto. La ricorrenza del 25 Aprile, infatti, ci porta a riconsiderare una serie di valori che sono alla base della nostra Costituzione e che quindi sono elemento quotidiano di vita rispetto a quella che è la partecipazione del cittadino, che deve ispirarsi a quei principi di libertà, di uguaglianza e di solidarietà sociale pensati da Calamandrei e dagli altri costituenti.
Il gruppo ha fatto un passaggio veloce sotto la Torre Littoria per poi affrontare l’ultima sosta, quella in Piazza Martiri, dove il 4 giugno 1944 vennero fucilati 21 giovani, i cui corpi vennero volutamente abbandonati in piazza come monito per chi non volesse collaborare con il regime.
È nella loro memoria che accogliamo l’invito del Presidente Chiorino di considerare la nostra Costituzione come la carta d’identità dei cittadini italiani, che devono impegnarsi per applicarla e per difenderla.
